
Classe IVB – Liceo Linguistico
Tra sogno, scrittura…..e ostinata consapevolezza. Una riflessione critica, in cui si sovrappongono speranze e irrequietezze, per diritti conquistati ma a volte violati, con l’eterno desiderio di dare impulso al futuro in una stagione, purtroppo incerta, della vita democratica
Presentazione del video
(diritto alla famiglia)
Iryna, 26 anni (Mosca, Russia) 15 gennaio 2025
Caro diario,
Oggi è il mio compleanno e come desiderio ho espresso quello di riuscire ad adottare un bambino, ma ho paura di non poter realizzare il mio sogno.
La legislazione del mio paese non consente alle coppie omosessuali di diventare genitori. Tre anni fa ho conosciuto una donna di nome Natalia di cui mi sono innamorata. Da poco abbiamo iniziato a pensare di creare una famiglia. Ci siamo frequentate in gran segreto perché i nostri genitori non erano d’accordo. e anche le leggi del mio paese non ci hanno supportate in nessun modo.
Desidererei essere accettata nella società per come sono e che non ci siano più tabù per quanto riguarda la comunità LGBTQ+. In questo momento mi sento intrappolata in un mondo che mi rifiuta a cui non interessa cosa mi fa stare veramente bene, e tutto ciò è veramente molto triste….
(diritto all’istruzione)
Idowu,12 anni (Maiduguri, Nigeria) 13 maggio 2022
Caro diario,
Oggi compio 12 anni e il mio desiderio è diventare dottore,ma ho paura di non poter realizzare il mio sogno. Purtroppo diversi conflitti hanno invaso la nostra città, perciò non riesco ad accedere all’istruzione in maniera regolare. Mi piacerebbe essere sul mio banco concentrandomi sulle nuove cose che gli insegnanti spiegano e non sul fatto che la scuola potrebbe essere distrutta da un momento all’altro.
I miei genitori non vogliono mandarmi a scuola e quando gli ho chiesto spiegazioni, mi hanno risposto che in giro ci sono persone cattive.
Spero che un giorno possa vivere un’esperienza scolastica serena con i miei compagni di classe senza vedere il terrore nei loro occhi.
(diritto al lavoro)
Elena, 27 anni (Roma, Italia) 18 luglio 1970
Caro diario,
Oggi soffiando le candeline ho espresso il desiderio di avere un figlio, mantenendo il mio lavoro, ma ho paura di non poter realizzare il mio sogno.
Ogni donna vorrebbe sentirsi chiamare ” mamma”, nonostante ciò, la società ritiene che solo gli uomini possano fare carriera avendo anche una famiglia.
Mi considero una persona che ha molte ambizioni ma che purtroppo non posso realizzare in un mondo ingiusto, che vuole portare noi donne a rinchiuderci in casa badando solo ai figli e a non pensare alla nostra vita lavorativa al di fuori della sfera domestica.
(diritto al voto)
Amina, 20 anni (L’Avana, Cuba) 5 giugno 1954
Caro diario,
Oggi è il mio ventesimo compleanno e il mio desiderio è semplice ma così lontano dalla realtà: voglio votare. Voglio avere voce nelle decisioni che riguardano il mio paese, la mia vita, il mio futuro. Ma ho paura di non poter realizzare il mio sogno.
Da quando sono bambina, ho visto gli uomini intorno a me parlare di politica, partecipare alle scelte del paese, mentre io e le altre donne siamo sempre state messe da parte. Qui non ci è concesso il diritto di esprimerci liberamente, e il mio voto, se mai sarà possibile, non avrà il peso che merita.
È ingiusto, ma questa è la realtà in cui vivo.
Sogno un giorno in cui tutte le donne cubane possano avere lo stesso diritto degli uomini, in cui nessuno possa più decidere per noi senza ascoltarci.
Sogno di poter entrare in una cabina elettorale, prendere una scheda e segnare con decisione la mia scelta. Forse quel giorno arriverà, forse no. Ma oggi soffio le mie venti candeline con la speranza che il mondo possa cambiare.
(diritto alla salute)
Emma, 16 anni (Dallas, USA) 30 marzo 2025
Oggi è il mio compleanno, ma non mi sento come una ragazza di 16 anni che festeggia. Sono a letto, attaccata ad una flebo, e non posso fare a meno di pensare a quanto sia complicato vivere con una malattia cronica in un paese dove l’accesso alle cure è così incerto. Non dovrei preoccuparmi di come pagare le bollette e le spese mediche, ma è proprio così. Ogni volta che ho bisogno di una visita o di un trattamento, mi ritrovo a dover fare i conti con le assicurazioni e con i costi che aumentano.
Mi sembra che non dovrebbe essere così. La salute è un diritto, non un privilegio. Non dovrebbe dipendere da quanti soldi hai o da dove vivi. Ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, dovrebbe poter accedere alle cure necessarie senza dover fare sacrifici enormi. Oggi, mentre spengo la mia candela, penso a quante persone, come me, non hanno la stessa fortuna di avere l’assistenza di cui hanno bisogno. È ingiusto che ci sia gente che soffre perché non può permettersi le cure necessarie.
Mi auguro che, un giorno, il sistema sanitario diventi giusto per tutti, senza distinzioni. Non voglio più che la salute diventi un lusso per pochi. Oggi, più che mai, spero che il diritto alla sanità sia finalmente riconosciuto come un diritto universale.
(doveri dei genitori)
Anne, 34 anni (Tour, Francia) 27 marzo 2025
Oggi è stata una giornata particolarmente intensa. Essere madre di due bambini, Luca di 8 anni e Martina di 5, è una gioia immensa, ma comporta anche una serie di responsabilità che spesso mi fanno riflettere sul mio ruolo di genitore.
Questa mattina, Luca aveva difficoltà con i compiti di matematica. Mi sono seduta accanto a lui e, con pazienza, gli ho spiegato i concetti che non comprendeva. Vedere i suoi occhi illuminarsi quando finalmente ha capito mi ha riempito di orgoglio. In quei momenti, realizzo quanto sia fondamentale il nostro compito di istruire i nostri figli, fornendo loro gli strumenti per affrontare il futuro.
Nel pomeriggio, Martina ha avuto una crisi perché una sua amica non voleva giocare con lei. L’ho abbracciata e le ho spiegato l’importanza dell’amicizia e della comprensione reciproca. Educare non significa solo insegnare nozioni, ma anche trasmettere valori e aiutare i nostri figli a sviluppare empatia e resilienza. Essere genitori significa anche prendere decisioni importanti per il benessere dei nostri figli. Recentemente, io e mio marito abbiamo dovuto scegliere la scuola elementare per Luca. Abbiamo valutato attentamente le opzioni, considerando quale istituto potesse offrirgli le migliori opportunità di crescita. Queste scelte richiedono riflessione e responsabilità, poiché influenzano direttamente il futuro dei nostri bambini.
Riflettendo su tutto questo, mi rendo conto di quanto sia impegnativo il ruolo di
genitore. Non si tratta solo di soddisfare i bisogni materiali dei nostri figli, ma anche di essere presenti emotivamente, guidarli nelle scelte, sostenerli nelle difficoltà e celebrare con loro i successi. Ogni giorno è una nuova sfida, ma anche un’opportunità per crescere insieme a loro.
Concludo questa giornata con la consapevolezza che, nonostante le difficoltà, essere madre è il ruolo più gratificante che potessi desiderare. I sorrisi di Luca e Martina sono la prova che, nonostante le inevitabili imperfezioni, sto facendo del mio meglio per adempiere ai miei doveri di genitore.