ISTITUTO MARCONI

Classe IV AS – Scienze applicate

Un cortometraggio sul tema del cyberbullismo, con un focus particolare sui deepfake: immagini o video falsificati e diffusi in rete con lo scopo di ledere la dignità della vittima. La produzione del cortometraggio ha coinvolto tutta la classe, suddivisa in gruppi di lavoro: sceneggiatori, attori, videomaker ed editor”. Interessante la collaborazione al lavoro delle ragazze e dei ragazzi del Comandate la Compagnia CC di Tortona e dell’Associazione “Permesso Negato

Presentazione del video

CITTADINANZA DIGITALE. TRA IL REALE E IL VIRTUALE: ESSERE CITTADINI OGGI

Nel corso dell’ultimo mese, nell’ambito della nostra partecipazione al progetto ANPI, abbiamo avuto l’opportunità di prendere parte a una serie di incontri presso la sede dell’Istituto Marconi. Il tema centrale di questi incontri è stato la cittadinanza digitale.

Gli incontri, tre in totale, sono stati tenuti da esperti del settore:

  • Gianluca Bellotti, Comandante della Compagnia Carabinieri di Tortona, con il quale abbiamo approfondito l’importanza di un comportamento consapevole e responsabile in rete, evidenziando i rischi e le precauzioni da adottare nel mondo digitale.
  • Edel Margherita Beckman, criminologa clinica e volontaria dell’associazione Permesso Negato, che ci ha illustrato i principali casi di violenza online, rispondendo ai nostri dubbi e fornendoci strumenti per riconoscere e contrastare tali fenomeni.
  • Angelo Osvaldo Rovegno e Matilde Bellingeri, avvocati e volontari di Permesso Negato, che ci hanno fornito un quadro dettagliato della normativa vigente in materia di comportamenti online e responsabilità giuridiche.

Spesso si parla di “mondo virtuale”, ma questa definizione può essere fuorviante. Il web non è un gioco né una dimensione separata dalla realtà: è un ambiente parallelo che ha conseguenze concrete. Le azioni compiute online hanno lo stesso peso di quelle nella vita reale, soprattutto dal punto di vista della responsabilità morale e giuridica. Insultare una persona su internet, ad esempio, non è privo di conseguenze: l’anonimato non esime dalle responsabilità, poiché si tratta comunque di un reato. Il rischio più grande è sottovalutare l’impatto delle proprie azioni online, percependo il web come una “terra senza regole” in cui tutto è permesso. In realtà, la rete è un ambiente in cui si annidano numerosi pericoli, dai reati informatici alla manipolazione delle informazioni.

Come gruppo classe, abbiamo deciso di contribuire al progetto realizzando un cortometraggio sul tema del cyberbullismo, con un focus particolare sui deepfake: immagini o video falsificati e diffusi in rete con lo scopo di ledere la dignità della vittima.

La produzione del cortometraggio ha coinvolto tutta la classe, suddivisa in gruppi di lavoro: sceneggiatori, attori, videomaker ed editor.

Dopo aver scritto la sceneggiatura, abbiamo svolto le riprese e successivamente montato il materiale per realizzare il prodotto finale.

Abbiamo scelto il formato del cortometraggio perché questo ci ha permesso di sviluppare una narrazione coinvolgente e realistica su un caso di cyberbullismo, dove un ruolo fondamentale l’ha svolto l’ associazione Permesso Negato, come supporto alla vittima del filmato. La storia si conclude con un approfondimento finale sulla tematica, per sensibilizzare e informare il pubblico.

Questa esperienza ci ha consentito di riflettere sulle responsabilità che abbiamo nel mondo digitale e sull’importanza di un uso consapevole della rete. Inoltre, è stato di fondamentale importanza conoscere il ruolo che associazioni come Permesso Negato svolgono in queste situazioni. Questo ci ha fatto comprendere che le vittime di cyberbullismo non sono sole, ma possono contare su un supporto psicologico e sull’aiuto di esperti del settore pronti ad assisterle e guidarle nel percorso di tutela e denuncia.

Hanno partecipato alla realizzazione del cortometraggio gli studenti:

SCENEGGIATORI: LEONE, CABELLA, BOTTAZZI, CUNSOLO, MONFREDINI, GALLETTI, STRANIERI, TIRIBELLI.

REGIA: REPETTO, MONFREDINI.

ATTORI E COMPARSE: VOGLI, DOUIHECH, DELIALLISI, FOGLIATO, FONIO, MUCA, SIMONELLI, MANTERO, CUNSOLO, BOTTAZZI, LEONE, FERRETTI.

EDITORS: MANTERO, MUCA, SIMONELLI, POGGIO, DICRISTINA, FELISARI, ALLESINA, PRIBEAGU, ALBERTI.

Leggi la sceneggiatura del cortometraggio

IL PREZZO DI UN CLICK

Emma, una studentessa, diventa vittima di un deepfake: un video manipolato che la ritrae in situazioni imbarazzanti. La sua vita scolastica diventa un inferno e nessuno le crede quando dice che il video è falso. Decide di lottare per far valere il suo diritto all’oblio digitale, denunciando l’accaduto. Dopo un lungo percorso, riesce a far rimuovere il video, ma capisce che le cicatrici rimangono. Il corto si chiude con una riflessione: cancellare qualcosa da internet è possibile, ma cancellare il dolore delle persone no.

SCENEGGIATURA

TITOLI DI TESTA [con colonna sonora]

TITOLO: DIRITTO ALL’OBLIO

SCENA 1 – CORRIDOIO DELLA SCUOLA  

(Rumore di studenti che parlano e ridono. Un gruppo di ragazzi è radunato intorno a un telefono. Il display mostra un video imbarazzante di Emma, chiaramente manipolato con un deepfake.)

STUDENTE 1
 (ridendo) “No, raga, guardate questo! Non ci posso credere, è assurdo!”

STUDENTE 2
 (sorpreso) “Ma è davvero Emma? Ma dai, non è possibile! Glielo diciamo o no?)

STUDENTE 3
 (ironico) “Beh, se è online sarà vero, no?”

(Emma cammina nel corridoio con lo zaino in spalla, sente sussurri intorno a sé. Alcuni ragazzi la fissano, altri ridacchiano. Un’amica le si avvicina con espressione preoccupata, mostrandole il telefono.)

AMICA DI EMMA
 (sottovoce) “Emma… c’è qualcosa che devi vedere.”

(Emma prende il telefono, guarda il video. Il suo viso si gela, le mani tremano. shock)

EMMA
 (sottovoce, scioccata) “No… no… io non ho mai fatto questo! Ma chi lo ha fatto?”

(La telecamera si stringe sul suo sguardo, terrorizzato. I rumori intorno a lei si ovattano, la sua respirazione diventa affannosa. Taglio di scena.)

 

SCENA 2 – BAGNO DELLA SCUOLA

(Emma corre nei corridoi della scuola, il viso sconvolto. Entra nel bagno, chiude la porta dietro di sé con un colpo sordo. Il respiro è affannoso, le mani tremano mentre prende il telefono. Cerca il video, lo vede ovunque. I commenti sono crudeli.)

EMMA

(piangendo) “non so come fare, l’hanno visto tutti.

AMICA

(preoccupata) “ci sarà un modo per toglierlo, tranquilla Emma.”

EMMA
(voce rotta) “Anche se verrà rimosso, non so se riuscirò a continuare a vivere in mezzo a tutta questa gente che ha visto quel video”

AMICA

(pensosa)…

“Ti ricordi quando erano venuti gli avvocati di quell’associazione che si occupa  di questi casi, forse ci possono aiutare…”

EMMA

“Permesso negato? Pensi che troveranno una soluzione?”

AMICA

(con empatia) “sì, tranquilla che ce la farai”

(trova Permesso Negato. Esita un attimo, poi clicca sul link e compila il modulo di contatto, con l’ultimo barlume di speranza.)

 

SCENA 3 – UFFICIO DI PERMESSO NEGATO (CHIAMATA VIDEO)

(Emma è in videochiamata con un’operatrice di Permesso Negato.)

OPERATRICE
 (voce calma, rassicurante) “Emma, abbiamo visto il video. Possiamo confermare che è un deepfake. È stato creato con un’intelligenza artificiale, ma possiamo lavorare per farlo rimuovere dalle piattaforme.”

EMMA
 (ancora scossa) “Ma anche se lo cancellate… la gente lo ha già visto.”

OPERATRICE
 (con empatia) “possiamo aiutarti a reagire, a far valere i tuoi diritti. Non possiamo farlo sparire dalla memoria delle persone, ma possiamo impedirgli di continuare a circolare.”

(Emma annuisce, con un po’ di speranza.)

SCENA 4 – SCUOLA, AULA MAGNA

(Una settimana dopo. Gli studenti sono riuniti in aula magna per un incontro sulla sicurezza digitale. Un avvocato esperto in diritto digitale e un professore parlano alla platea. Emma è in piedi davanti al pubblico, visibilmente segnata ma determinata.)

EMMA (prende un respiro profondo, poi guarda la platea)
“Io so cosa vuol dire essere vittima di cyberbullismo so cosa vuol dire vedere una propria immagine usata contro di te persone che non conosci ridere. questa immagine mi ha sconvolto la vita, e credevo di non avere una via d’uscita, ma oggi sono qui per aiutare quelle persone che si ritrovano nella mia stessa situazione. perché nessuno deve sentirsi solo.”

(Silenzio in sala. Emma stringe le mani in grembo, ma il suo tono è deciso.)

AVVOCATO (tono fermo e chiaro) “Internet non è un luogo senza regole. La maggior parte della popolazione considera la rete un bene primario, ma averne il diritto, che siamo fortunati ad avere, comporta dei doveri Creare e diffondere un deepfake o un contenuto intimo senza consenso è un reato, esattamente con lo stesso valore di un reato commesso in strada. è cyberbullismo, dobbiamo ricordarci che dietro lo schermo che usiamo c’è una persona, Secondo le ultime ricerche, il 6,5% degli adolescenti ha subito forme di bullismo online, spesso per l’aspetto fisico, l’orientamento sessuale o l’origine.”

(Sullo schermo appaiono in silenzio alcune parole chiave: “flaming”, “harassment”, “denigration”, “impersonation”, “outing and trickery”, “exclusion”.)

EMMA “Forse non ce ne rendiamo conto, ma dietro ogni schermo c’è una persona. Un messaggio offensivo, una foto privata diffusa senza consenso, un video ridicolizzato… possono sembrare cose da poco, ma per chi le subisce sono un peso enorme. “

AVVOCATO “Nel 2017 è stata approvata in Italia la legge n. 71, nata dopo il caso di Carolina Picchio. Le scuole hanno oggi due figure chiave: a scuola i dirigenti e i docenti hanno il dovere di far si che cose del genere non avvengano, ma prima ancora siamo noi che dobbiamo essere consapevoli delle ripercussioni delle nostre azioni, e prima ancora di ciò, avere un po di umanità

EMMA “E dal 2019 esiste Permesso Negato, una realtà no-profit che offre supporto gratuito legale, psicologico e tecnico alle vittime. Con esperti, docenti, criminologi, avvocati e informatici. Se sei una vittima, non sei sola.”

PROFESSORESSA (con tono coinvolto, guardando gli studenti) “Ma non basta conoscere i diritti. Bisogna ricordare anche i doveri. Ogni like, ogni commento, ogni condivisione potrebbe contribuire alla violenza. Spesso ridiamo di un video o di un meme senza sapere se è vero. Senza pensare se chi è dentro quel video soffrirà. E se fosse successo a voi?”

(Pausa. Gli studenti ascoltano, silenziosi.)

PROFESSORESSA “I nostri doveri digitali iniziano dalle piccole scelte quotidiane. Non pubblicare screenshot di chat private. Non inoltrare messaggi offensivi. Non creare account falsi per prendere in giro qualcuno. Non diffondere foto o video intimi, anche se ci sembrano ‘già pubblici’. Essere rispettosi significa anche non ignorare chi è escluso da un gruppo o chi viene preso di mira nei commenti. Significa segnalare, non rimanere a guardare.

Conoscere gli strumenti che usiamo è un altro dovere. Sapere che ogni contenuto può essere salvato, manipolato, usato. Che ogni condivisione ha un impatto. Che non tutti reagiscono allo stesso modo: ciò che a te sembra uno scherzo, per un’altra persona può essere un trauma.”

(Gli studenti abbassano lo sguardo. Emma chiude gli occhi un attimo, respira.)

EMMA (guardando il pubblico, con tono serio-finale) “Cancellare un contenuto da internet è possibile. Ma cancellare il dolore di una persona? No. Ecco perché dobbiamo pensare prima di cliccare, prima di ridere, prima di condividere. Non roviniamo la vita di qualcuno per una battuta, una leggerezza o un like. Il rispetto è un dovere, non un optional.”

(L’inquadratura si sposta su una frase di Martin Luther King:“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni”) [con colonna sonora]

FINE

Attrice protagonista: Martina Vogli

Attori coprotagonisti: Isabel Deliallisi, Lilia Douihech, Clea Muca, Gabriele Fonio, Marco Fogliato

Comparse: Alessandro Leone, Marco Cunsolo, Carlo Bottazzi, Andrea Mantero, Isabella Simonelli, Giorgia Ferretti

GLI ISTITUTI

I.I.S. “Guglielmo Marconi” e “Carbone”
4AA
4AR
4AC
4AS
5AA