
Primo biennio Operatore delle preparazioni alimentari
Il tema proposto in questa edizione 2025-2026 dai ragazzi della classe I bienno, accompagnati dalla prof.ssa Silvia Pecorini, verteva sugli articoli 9 e 41 della Costituzione italiana.
L’autore dei versi che seguono, l’alunno Alessandro Sartor, non sono solo l’espressione di un desiderio individuale, ma risuonano con forza all’interno della cornice della nostra Costituzione italiana, recentemente rinnovata per rispondere alle sfide del presente.
UN PATTO TRA GENERAZIONI E NATURA
Il componimento si muove lungo il solco tracciato da due principi fondamentali:
– L’art. 9 e la cura del futuro
La poesia richiama il dover della Repubblica di tutelare “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
L’albero descritto dal nostro allievo diventa il simbolo vivente di questo patrimonio: nella prima parte, la sua trasformazione in ‘brace’ rappresenta il fallimento della tutela; nella seconda, la nascita di foglie ‘piccoline’ incarna la responsabilità che abbiamo verso chi verrà dopo di noi.
– L’art. 41 e il limite del profitto
Il testo sembra interrogare l’iniziativa dell’uomo, che secondo la Costituzione non può svolgersi in modo da “recare danno alla salute e all’ambiente”.
Il “futuro privo di dolore” sognato dall’alunno è lo specchio di un’economia che deve essere indirizzata e coordinata a ‘fini sociali e ambientali’ per non privare i più piccoli della propria serenità.
Questa poesia trasforma i commi legislativi in immagini poetiche: il ‘mondo a cui desidero appartenere’ è, in fondo, l’Italia disegnata dai nostri costituenti, Un luogo dove l’essere umano e la natura non sono nemici, ma parti di un unico ecosistema protetto dalla legge e dall’amore.
Se questo è il mondo
Se questo è il mondo
Vedo un albero da cui
Le foglie cadono come giovani soldati,
Ragazzi cresciuti ed amati,
Combattono in nome della terra da cui sono nati.
Ai suoi pressi una bambina tace,
Non è più la stessa da quando l’hanno privata di tutto ciò che a lei piace.
Proprio come l’albero, che una volta caduto diventa brace.
Se questo è il mondo,
Io non gli appartengo.
Sogno in albero da cui le foglie nascono
Come giovani bambini,
Felici, scalmanati ed un pò birichini.
Protetti dalla madre, che li accudisce sin da quando erano piccolini.
Ai suoi pressi una bambina giace,
Esausta, ma con occhi felici ed un sorriso vivace.
Proprio come quell’albero, che le regala un dolce senso di pace.
Questo è il mondo a cui desidero appartenere,
In un futuro privo di dolore e assai meno pene.